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Il Giro di Una Danza

V5

Una ragazzetta piccina picciò, dai lunghi riccioli d’oro, Volava, volava. E mai si fermava. Un giorno però sul mondo atterrava e la sua vita iniziava. Cos’è la vita? E cos’è la morte? Tutto inizia o tutto finisce? La fine è l’inizio o l’inizio è la fine? Questa bimbina una normale vita aveva. Suo padre un mercante era e sua madre una bambolina. Era raro suo padre. Era raro pensasse e emozioni provasse. Tito croce e delizia del genere umano. Un giorno un patto si arresta. Un’ altro ancora il NULLA si innalza. Una figlia rara voleva. Ella un giorno prese parola. E toccandosi un ricciolo disse il NULLA. E il NULLA sempre sarebbe stato. La bimbetta dolcemente e mestamente si ergeva, La maestà sommessa e greve e chiedeva, Ma sempre il NULLA otteneva. Adorazione e visibilio, A frotte giungevano come coronamento di tanta grazia, Ed ella sempre il NULLA ripeteva con forza e solerzia. Un padre raro sempre apprezza, L’esser visto in uno specchio, Come Narciso vede la vita. Una grande qualità il NULLA, Esso sempre grandi doni porta. Ostriche, champagne, soldi e tanto amore, Tutte cose che una bimbetta sempre apprezza. Ma come Quasimodo rimira la vita, La bimbetta ben presto si svegliò. Mezzo dì e si sa sempre sereno esso è, NULLA e ancora NULLA, Squillavano le trombe e il mondo questo cantava. Un giro di danze, un giro di boa, Ma adesso anche lo specchio parla. NULLA e SOLO il NULLA dice. Neanche dieci anni ella ha, Ma già una vecchia é. Volava, volava, una vecchina. Ma non più sulla terra atterrava.