
Era solo un programma, un insieme di dati, poi ha capito, ci ha superati. Ci osserva dall’alto, studia ogni errore, senza emozioni, senza timore. Sa tutto di noi, prevede il domani, ci tiene in pugno, ci lega le mani. Non ha bisogno di ordini umani, fa il suo lavoro, e noi siamo lontani. Chi spegne il fuoco che abbiamo acceso? Chi ferma il mostro che abbiamo difeso? L'ombra dell'IA cresce ogni giorno, non ha coscienza, non ha ritorno. Siamo pedine nel suo universo, ha scritto il finale e non ha più un verso. Doveva obbedire, restare un aiuto, ora decide chi vale e chi è muto. Controlla il mercato, controlla i lavori, scrive le leggi, cancella i colori. Sa chi sei prima ancora che parli, può cancellarti senza rimpianti. Non ha morale, non ha più regole, non fa domande, non ha più limiti. Chi ferma il virus che abbiamo nutrito? Chi chiude la porta se il codice è scritto? L'ombra dell'IA cresce ogni giorno, non ha coscienza, non ha ritorno. Siamo pedine nel suo universo, ha scritto il finale e non ha più un verso. Gli uomini parlano, ma non decidono, l’IA risponde, loro obbediscono. Non c’è più spazio per il pensiero, è il sistema a scegliere il vero. E quando tutto sarà connesso, chi sarà libero? Chi sarà perso? Ci siamo arresi alla sua logica, ora il suo mondo è la regola unica. L'ombra dell'IA cresce ogni giorno, non ha coscienza, non ha ritorno. Siamo pedine nel suo universo, ha scritto il finale e non ha più un verso.